venerdì 21 gennaio 2011

L'Ironia della sorte

L'Italia è il paese dell'incredibile, questo è certo. Nei secoli gli italiani, (che solo oggi potremmo pensare di chiamare così, cercando di rievocare chissà quali fondamenti di un'unità nazionale che storicamente nei fatti non c'è mai stata), sono stati i protagonisti di mille imprese. Famosi intorno al globo per essere stati avventurieri, scienziati, poeti ecc., oggi sono nuovamente alla ribalta internazionale. Ma bene, si potrebbe dire, se in questo momento l'oggetto di cotanto interesse non fossero le frequentazioni sotto le lenzuola del nostro premier ultrasettantenne ed operato alla prostata (ma che ci fa con le escort, ci gioca a tresette?), il quale, giusto per rincarare la dose, ha sferrato un'altro duro colpo alla credibilità della nostra democrazia (ormai da tempo sottoposta al ludibrio internazionale) pensando bene di portarsi a letto anche una prostituta minorenne.
Ma facciamo un passo indietro, come siamo arrivati a questo punto? Quale passaggio ci manca? Indubbiamente la fonte dello scandalo, la matrice di tutte queste informazioni è da ricercarsi nel fatto scatenante le indagini, ovvero la telefonata del premier alla questura di Milano per affidare la prostituta minorenne in questione (Ruby, che nel frattempo si era fatta arrestare per aver commesso un furto) ad una sua delegata, ovvero la consigliera regionale del PdL in Lombardia, Nicole Minetti.
Questa telefonata è in effetti l'oggetto delle indagini su Berlusconi, oltrechè uno dei presunti reati commessi dal premier, al quale, è bene ricordarlo, viene imputato il reato di concussione ed abuso d'ufficio e di sfruttamento della prostituzione minorile (come è stato evidenziato dalle intercettazioni ambientali). Cosa ancora più importate, pare che gli inquirenti abbiano talmente tanti elementi a disposizione, proprio grazie alle testimonianze ed alle prove fornite dalle ragazze e dalle intercettazioni, da aver richiesto il procedimento immediato per Berlusconi e per gli altri imputati (Minetti, Fede, Mora). Insomma la questione adesso si gioca tutta sulle competenze territoriali, ma se come pare l'inchiesta resterà tra le mani dei pm di Milano, il premier rischia da 6 a 12 anni per il reato di concussione e da 6 mesi a 3 anni per il reato di sfruttamento della prostituzione con la potenziale aggravante della pornografia minorile (da provare) che farebbe lievitare l'accusa fino ad una pena di 6 anni. Insomma, altro che guerre di liberazione, altro che discesa dei mille, altro che resistenza partigiana, altro che manifestazioni e rivolte, se oggi rischiamo di liberarci del premier e del suo tele-regime lo dobbiamo ad una torbida storia di prostitute e tutto questo mentre il paese stava gia andando a puttane.
Se questa non è l'ironia della sorte!

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